domenica 16 febbraio 2014

DIO E MAMMONA PARTE TERZA


Il fattore  PER……

Nella matematica il "per"  è il fattore moltiplicatore.
Anche nella bibbia il per moltiplica il valore delle cose che vengono fatte , donate e dette perché si riferisce alle motivazioni che ci sono dietro.

Quando il  “per” non è ispirato da Dio squalifica le cose.

Nel (SALMO 122:8-9) troviamo ripetuto il fattore PER , per amore dei miei fratelli dirò e per amore della casa di Dio cercherò il tuo  bene.

E’ triste quando vediamo usato il nome di Gesù, la  chiesa e la parola di Dio per motivi
malsani. Quanti scandali nel mondo religioso a motivo di false motivazioni.Questi quando avvengono  si ripercuotono su tutti, freddano i volenterosi e forniscono scuse agli avari e agli increduli

Ma la bibbia ci  presenta veri modelli che agirono per AMORE.
Dio ne è il capostipite fornendoci l'esempio in (Genesi 26:24)dove dice chiaramente "per amore di Abramo". Anche in (Genesi 29:20) Giacobbe lavorò duramente per amore di Rachele , Gesù  disse che l'amore sarebbe stato il segno distintivo del fatto che siamo Suoi discepoli. Ci sono  tanti altri esempi  nella bibbia e nella storia del cristianesimo ma il tempo è poco.
 
Oggi vedremo quali sono le motivazioni del dare biblico.
 
Iniziamo dicendo quali non sono le nostre motivazioni
 
1) Non diamo per orgoglio, per essere visti dagli uomini , per essere onorati da loro o  per manipolarli.(Matteo 6:1-4)
2) Non diamo per un vile guadagno o per guadagnarci il favore di Dio.Dio promuoverà la tua ricompensa attraverso molte forme, non per forza economiche.(Luca 6:38)
3) Non diamo per una pressione esterna (2 Corinzi 9:7).
 
Adesso vediamo le motivazioni bibliche che dovrebbero alimentare il nostro agire.
 
 
1) Perché  egli ci ha amati per primo (1 Giovanni 4:19) e questo amore lo ha dimostrato dando la Sua vita per noi come dice  (1 Giovanni 4: 9-10).
Abbiamo ricevuto grazia e quella grazia ci spinge a dare, fare e dire. (Giovanni 1:16)
Il nostro primo fattore "per" è l’amore e la grazia di Dio.


 
2) Noi diamo perché produce lode a Dio attraverso l'adempimento di questo servizio . Questo è chiamato il percorso della benedizione.(2 Corinzi 9:12-13)
 
3) Noi diamo per affermare che Gesù è il  tesoro della nostra vita , Egli ha la preminenza su tutto. (Matteo 6:21)
 
4) Noi diamo perché lo S. Santo è vivente in noi e ci ispira a donare, nessuna costrizione, argomentazione, pressione,  motivazioni umane, lamentele, senso del dovere, o sentimento del bisogno. NO, ma la presenza dello S. Santo, la Sua gioia, il Suo amore, forte e vivo, rende non necessarie queste cose, guida la nostra vita col Suo amore e ci motiva nel dare.  (Atti 4: 36)   esempio di Barnaba.
 
5) Noi diamo come segno di “Adorazione” il grande adoratore Davide, in un frangente della sua vita disse : non offrirò un sacrificio che non mi costa nulla
molte volte ignoriamo questo principio e cerchiamo un servizio comodo, in cui cliccare “ mi piace” usando un termine di moda sui network, il vero adoratore conosce il sacrificio per dare un odore soave. Cerchiamo Gesù in tanti modi , ma Lui è davanti alla cassa delle offerte e guarda a come diamo.  La vedova  offrì con sacrificio. Non  chiamiamo sacrificio quello che è superfluo. (2 Samuele 24:24)   
 
Chiediamo forza a Dio per applicare questi principi alla nostra vita.
 
Dio Vi benedica
 
Past . Fabrizio Terregna
 
 
 

 
 

giovedì 16 gennaio 2014

DIO E MAMMONA ( Parte Seconda )


Sviluppare un carattere fedele – Può Dio contare su di te.

E' difficile trovare persone abbastanza fedeli da correre rischi per la missione ricevuta da Gesù. (Proverbi 20 : 6 )
Questa rara qualità è classificata come frutto dello Spirito e non dovrebbe essere rara nel popolo di Dio. (GALATI 5:22).

La bibbia insegna che noi dobbiamo aver fiducia in Dio, ma anche che dovremmo ispirare fiducia alle persone intorno a noi, attraverso un carattere fedele.

I TERRENI IN CUI CRESCE E SI PROVA LA FEDELTA’ SONO :
LA SESSUALITA’ (GENESI 39:6-9)

IL SERVIZIO (ESODO 25:40)        LA VISIONE SENZA PERSONE FEDELI NON SI REALIZZA.

IL DENARO (1 PIETRO 4:10)     

Il (Salmo 24:1) dichiara che : La terra e tutto il resto appartiene Al Signore, noi siamo amministratori,  è richiesto all’ amministratori di essere fedeli.(1 Corinzi 4:1-2)
 
 
IMPARARE AD AMMINISTRARE IN DIVERSE FASCE DI ETA’
Fin da bambini dovremmo imparare a essere fedeli amministratori. COME ?
Attraverso il nostro modo di trattare le cose che appartengono a qualcun altro meglio delle nostre. Sovente avviene il contrario.
Poi da adolescenti  impariamo a essere fedeli amministratori. COME ?
(Proverbi 27:23-24) Attraverso la cura delle cose che ci sono affidate.
 
1) La fedeltà è una opportunità di avanzare (Luca 16: 10-12).
In questo passaggio Gesù insegna che ci sono le piccole e le grandi ricchezze, nel contesto le piccole sono il denaro e le grandi sono le  anime, l’amministrazione del denaro è un fatto pratico dove ci prepariamo per ricevere di più , si inizia sempre con poco e in base alla fedeltà si cresce .
 
2) Il denaro serve per il Regno e per le persone.        (Luca 16 : 9 )
Billy graham, ricevette una lettera da un giovane comunista che scriveva: Noi comunisti veri, viviamo una vita virtualmente povera, non abbiamo tempo per il cinema, soldi e ristorante. La nostra vita è dominata da un unico fattore, spandere il comunismo. Non cerchiamo il consumismo, siamo guidati da uno scopo definito per cui lottiamo. Subordiniamo tutto a questo scopo, noi stessi , l 'ego, e la nostra vita , ma siamo compensati dal pensiero che ogni nostro piccolo sforzo contribuisce per qualcosa di nuovo, vero e migliore per l’umanità.
3) La fedeltà passa per lo zelo e non la pigrizia: il fattore infedele, davanti alle difficoltà si dette da fare , fu industrioso e pensò cosa fare per risolvere o attenuare i problemi, non disse: si aggiusterà , fu lungimirante. La parabola dei talenti conferma la necessità di cogliere le opportunità che Dio ci offre per far crescere il Suo regno. 
Zelo non significa lavorare di più , ma lavorare meglio : a volte siamo pigri nel fare,  lo facciamo svogliatamente o per forza.
La donna virtuosa di (proverbi 31)  conferma questo principio.


4) La fedeltà passa attraverso la famiglia: può accadere che una vita economica in disordine è figlia di una vita spirituale in disordine, che si ripercuote sulla famiglia.
Noi siamo responsabili di provvedere alla famiglia e dare l’extra .
( 1 Timoteo 5:8)


5) la fedeltà passa attraverso il tempo.

Noi parliamo di dare la vita a Gesù e questo suona bello, potente e drammatico, pensiamo che dare un bicchiere di acqua al piccolo sia onorevole e lo è , ma questi sono gesti singoli , una tantum.
La fedeltà si costruisce duramente giorno per giorno nel dare fedelmente offerte, decime e conquistare anime per Gesù. Quando si ha tanto e quando no, quando c'è feeling e quando no.  (Matteo 25:21)

Dio vi benedica
 
Past.
 
Fabrizio Terregna



quoted by bible.org.

 
 

domenica 5 gennaio 2014

Dio e Mammona ( Prima Parte )


Nella bibbia ci sono : 500 versi sulla preghiera, meno di 500 sulla fede e oltre 2000 sul denaro e le possessioni. Questi sono validi motivi per parlare di denaro.
Inoltre Gesù disse (Luca 12:34 ) il cuore e le possessioni sono inestricabilmente collegate, per cui nel trattare questo tema potrei toccare il cuore di qualcuno, NON ARRABBIARTI. Considera questo :

1) Quello che dico a te,  lo  applico a me.

2) Se è scritturale è Dio che ti parla, e vuole benedirti.

3) Se reputi che quanto dirò non è dalla bibbia sei libero di buttarlo via.

 
Tratteremo: Liberi dai legami dei debiti e dall’avidità.

Debiti e avidità sono due mezzi che rendono schiavi del denaro.
La risposta di Dio all’avarizia è “la contentezza” (Filippesi 4)
La risposta  per i debiti è il  “controllo”.

L’avidità è un legame che colpisce “Ricchi e poveri”:
I ricchi perché pensano che il loro benessere dipenda dalle loro possessioni , I poveri  perché non ne hanno e trattengono con tutte le loro forze quel poco che hanno.
Per cui ognuno partecipa  alla battaglia tra Dio e mammona per il controllo del nostro cuore. 
Gesù disse (Matteo 6: 24)
 
 
 
1) l’avidità è diabolica perché si maschera e inganna gradualmente. Nella parabola del seminatore Gesù parla degli uccelli, del terreno roccioso e delle ricchezze(Matteo 13:22).
La differenza è : gli uccelli rubano subito, il sole brucia in due-tre giorni , le spine soffocano gradualmente . Nessuno dice: io farò di mammona il mio signore, ma gradualmente si inizia.
Inoltre mammona fa leva sui desideri legittimi per intrappolarci. 
2) Mammona ci inganna con i desideri (1 Timoteo 6: 9 e 10) mammona collega il denaro alla felicità e conseguentemente porta alla trappola. L'apostolo definisce il desiderio del denaro come : sviamento, confusione, trafiggere se stessi , farsi del male.La delusione nasce dal desiderio mancato di felicità.
Ma quanto hai bisogno di felicità e quanto hai bisogno di fedeltà. La situazione politica, economica e sociale è figlia del fatto che ognuno pensa alla propria felicità e poco alla fedeltà.
 
 
 
3) Mammona si maschera dietro a parole come  sicurezza e futuro.
Israele nel deserto era forzato ha dipendere da Dio per cibo e acqua e puntualmente arrivava , ma il loro cuore manifestava tutta la loro difficoltà a credere.
Gesù disse che la vita non dipende da ciò che possediamo (Luca 12:15) .
Dio vuole che  siamo previdenti con il denaro, ma non dipendenti.
4) L’ avarizia ci fa pensare  che possedere un po’ di più rende sicuro e protetto me e la mia famiglia.
Ma voglio domandarmi quanto è abbastanza da renderci sicuri e protetti.
E’ biblico provvedere alla famiglia e poter rispondere alle necessità della vita, ma vivere in passioni disordinate è fuori dalla volontà di Dio.
 
Concludiamo dicendo che mammona promette quello che non può garantire, e soprattutto ad un alto  prezzo, infatti per amore del denaro e per avidità si distruggono famiglie, relazioni, vite oneste vengono corrotte , oggi questo è evidenziato dalla crisi che colpisce la nazione.
Dopo aver accennato al pericolo dell’essere schiavizzati dall’avarizia e da mammona, passiamo alle promesse di Dio per combatterli e vincere.
Paolo in (1 Timoteo 6 : 6-8) dice che la contentezza è un grande guadagno se miscelata alla pietà.
 
COME ?
 
1) Facendo di Gesù il Signore della nostra vita, noi siamo Suoi amministratori, niente ci appartiene ma ci è donato insieme alla sapienza, alla fedeltà per gestire le sue risorse.  Se noi costantemente riaffermiamo che Gesù è il nostro Signore , mammona e l’avarizia fuggiranno e la contentezza dominerà.
 
2) Gioendo in Gesù quotidianamente , noi non possiamo fare delle cose la fonte della felicità , “perché le cose più importanti non sono cose” Paolo dice RALLEGRATEVI NEL SIGNORE RIPETO  RALLEGRATEVI NEL SIGNORE.
 
3) Fai di Gesù la fonte della tua sicurezza non il conto bancario, se Dio è la vostra banca forse vivrete con qualche tremolio nel cuore, ma senza ansia.(Matteo 6: 25-34)
 
4) Fai di Gesù la speranza del tuo futuro (ebrei 13:5) , e poi aggiungi un piano equilibrato (Proverbi 6: 6-11)
 
LIBERI DAI LEGAMI DEL DEBITO
(Proverbi 22:7) sentenzia : Il ricco domina sopra il povero
In (1 Corinzi 7: 23) ci viene detto di non diventare schiavi degli uomini
(Romani 13: 8) ci istruisce dicendo : non abbiate debito se non di amarvi
Le persone con debito sono i moderni schiavi del credito.
Il debito può definirsi in diversi modi ma  io mi riferisco allo spendere più di quanto possiedi.
Oppure spendere mensilmente più di quanto guadagni.
Il sistema di credito è ragionato per intrappolarti non per aiutarti.
Tanto denaro viene speso solo per gli interessi
Il sistema debito va mano nella mano con l’avarizia perché ci permette di avere l’oggetto subito, senza  aspettare , stimola la nostra impulsività e distrugge il nostro autocontrollo che è un frutto dello spirito.
Come diciamo spesso il debito è il contrario di pregare e aspettare in fede che Dio agisca.
Il debito è arrogante perché ti fa presumere che il futuro è nelle tue mani (Giacomo 4:13-16)
Il debito riflette una difficoltà ad amministrare.
Il debito crea fortissime tensioni nella vita e nella famiglia è un LEGAME.
Il debito insieme all’avarizia  sono i principali ladri  del Signore.
Essi rubano a Dio attraverso i membri  della chiesa di quello che gli spetta. 
 Così tutta l’opera del Signore ne è mortificata (Gioele )
Voglio farvi una domanda spendete più per debiti o per donare ?
Così il debito vi deruba della benedizione che è pronta, ma bloccata.
Inoltre il debito può essere una cattiva testimonianza (Salmo 37:21)
Dio vuole che viviamo  senza ansie , ma nella pace e nella fiducia in Lui.
 
DIO VI BENEDICA
 
PAST.
Fabrizio Terregna 
 
 
 
 
 
 
 
 

domenica 8 dicembre 2013

Come entrare nel Regno

 
Come entrare nel Regno dei cieli (Matteo 4: 17 e 23)        
 
 
Gesù esordisce in questo modo predicando il “Regno dei cieli si è avvicinato a voi “.
Il regno dei cieli è per natura invisibile agli occhi umani, ma i suoi effetti sono visibili infatti  Egli guarì gli ammalati e rialzò gli infermi,(Matteo 4:23) queste sono alcune caratteristiche del regno dei cieli.
 
Dove era stato il regno dei cieli fino a quel momento ?
Certamente non era stato assente , ma dalle parole di Gesù possiamo dire che era stato lontano e si manifestava sporadicamente.
Perché si era allontanato ?
A motivo della caduta dell’uomo descritta nella Genesi, dove l’uomo ha affidato a Satana il dominio ricevuto da Dio, nella creazione.
Quell’ atto permise l’avvento di un altro regno che portò le  persone alla debilitazione.
  
Gesù riapre la porta della speranza per riportare l’essere umano nella condizione ottimale pensata da Dio .


L’ UNICA SPERANZA E’ RIENTRARE NEL REGNO. COME ?

In (GIOVANNI 3 : 3 e 5) Gesù rivolgendosi ad un uomo religioso che aveva molte domande  dice che era “necessario nascere di nuovo per vedere e entrare nel regno dei cieli.

Questo principio di vedere e entrare era stato adottato anche da Mosè nella conquista della terra di Canaan ,  quando  inviò  12 spie, per esplorare la terra , prima di entrarvi.

In caso contrario  la nostra ricerca sarà a tastoni (Atti 17:27) benché il  regno sia vicino a noi.  Potremmo assomigliare questo principio,  all’accensione di  un’applique per la notte, che ci permette di vedere il cammino a breve distanza , anche se intorno  è buio.

Un atto soprannaturale di Dio nella nostra vita, dietro nostra richiesta, ci permetterà di vedere e arrivare al “regno dei cieli che è vicino a noi”.
 
 
Nel vedere l’uomo riceve comprensione dell’esistenza del regno.
Gesù dopo aver parlato del vedere dice che l’uomo deve entrare nel regno, perché ?
Nel vedere il regno e le sue manifestazioni l’uomo è attratto dalle virtù implicite del regno che sono  descritte in (Romani 14:17)  le pregusta, ma per viverle pienamente deve compiere il passo successivo cioè entrare .
In (Giovanni 3:5) Gesù mostra a Nicodemo come vivere le virtù del regno dei cieli, dicendo “deve entrare” inoltre Gesù rivela che per questo passo è necessario l’intervento della Parola di Dio e dello S. Santo, non basta la buona volontà, né la discendenza religiosa e tanto meno gli sforzi umani (Giovanni 1: 12-13)   perché ?
Nel momento della decisione di volere vivere questo Regno dei cieli , entrano in ballo le forze contrarie che sono presenti dentro di noi e intorno a noi. Per spiegare meglio quali  sono prenderemo come esempio ancora : gli esploratori della terra di canaan  in (Numeri 13:20-33).
Gli esploratori andarono  e videro che la terra era fertile e buona , una terra dove scorre latte e miele espressione usata per rendere chiaro la misura della bontà del paese, però c’erano gli ostacoli rappresentati dai giganti presenti e quei giganti ,
”ingigantivano”  il loro senso di debolezza e inferiorità,  infatti gli esploratori dissero: Sembravamo locuste davanti a loro.
Per cui la paura del fallimento li prese e lo scoraggiamento si impadronì di loro inducendoli a desistere dalla conquista. Lo stesso  avviene anche oggi  quando una persona decide di voler  conoscere Gesù per la salvezza, entrano in ballo fattori interni come sentirsi indegno, dubbi, incredulità che produce solo scoraggiamento  e fattori esterni che la fanno apparire come una “mosca bianca” a causa della rarefazione della fede autentica in Gesù.
Ecco perché  Gesù ha detto che abbiamo bisogno dello “Lo Spirito Santo e della Parola” per entrare. Infatti Essi  si attivano per  noi e ci aiutano a superare quegli  ostacoli interni ed esterni,   così da poter entrare nel regno dei cieli  iniziando  a  viverne  le virtù  e godere dei frutti che lo distinguono.
NEL REGNO DEI CIELI NON SI ENTRA QUANDO UNA PERSONA MUORE, MA QUANDO UNA PERSONA  RINASCE  GRAZIE A  GESU’. 
 
Past.
Fabrizio Terregna
 

martedì 12 novembre 2013

SEI BENEFICI DELLA.......


SEI BENEFICI DELLA RESURREZIONE (1 Corinzi 15 : 12-20)

 

Si racconta che in America , girasse voce  tra i suoi collaboratori che il presidente Abramo Lincoln sarebbe resuscitato. Così andarono più volte a verificare se tale voce fosse fondata. Ogni volta andavano alla tomba e trovavano il suo corpo lì, convinti della veracità delle parole , mandarono ispettori del governo  ma il suo corpo era sempre lì, fecero passare del tempo forse anni poi andarono e il suo corpo era lì. Al contrario la resurrezione di Gesù  è reale e Paolo ci spiega il pechè.

PREMESSO CHE :

1)Il cristianesimo deve la sua potenza di espansione e di vita al fatto che il suo capo Gesù è risorto.

2)La resurrezione  abbraccia il nostro tempo totalmente passato presente e futuro:

A) Il passato perché toglie via la colpa e la condanna

B) Il presente perché cambia il nostro status , da ingiusti a giusti.

C) Il futuro perché ci garantisce che noi risusciteremo come LUI è risorto.


Inoltre la resurrezione è fondamentale per cementificare le nostre motivazioni, renderle pure e indistruttibili, quando le motivazioni esterne (popolarità) cadono, quando le motivazioni interne (bisogno di accettazione ) falliscono, rimangono le motivazione eterne ( la resurrezione e la ricompensa). I nostri padri furono  caratterialmente indistruttibili proprio per la centralità del messaggio della resurrezione.
 
VEDIAMO I MOTIVI DELLA CERTEZZA DELLA RESURREZIONE.
SEI BENEFICI DELLA RESURREZIONE.

1. Verse 14: "" Ma se Cristo non è risorto la nostra predicazione è.... 
2. Verso 14 "Vana è la vostra fede .
3. Verso 15: Se Cristo non è risorto noi siamo "falsi testimoni”
4. Verso 17: "Se Cristo non è risorto “noi siamo ancora nei peccati."
5. Verso 18: "Se Cristo non è risorto“quelli che dormono  in Cristo sono  perduti."
6. Verso 19: Se Cristo non è risorto "noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini." .

 

 VERSO 17 LA PRIMA REALTA’  CHE MI CONFERMA CHE CRISTO E’ RISORTO E’: CHE I MIEI PECCATI SONO PERDONATI. QUI TROVIAMO UN FONDAMENTO SUL PERDONO. IL PERDONO NON E’BASATO SOLO SUL FATTO CHE DIO MI AMA , MA ALTRESI  SUL FATTO CHE GESU’  RISORTO  HA L’AUTORITA’ DI TOGLIERE VIA IL PECCATO. ALCUNI ANCHE SE CREDENTI HANNO BISOGNO DI LIBERAZIONE DA FORME DI PECCATO E CRISTO  PUO’ FARLO.   (LUCA 5: 20 – 21)

INOLTRE NOI NON CAMBIAMO SOLO DENTRO, MA CAMBIA LA NOSTRA POSIZIONE FUORI, INFATTI DAVANTI A DIO SEI RESO GIUSTO. (ROMANI 4:25)

 CHI È GIUSTO ?

TUTTI QUELLI CHE CREDONO CHE DIO HA RESUSCITATO CRISTO DAI MORTI, RICEVONO GRATUITAMENTE LA SUA GIUSTIZIA. (ROMANI  10 : 9)

 
GIUSTI PER OTTENERE LE BENEDIZIONI

 

VERSO 14 LA SECONDA REALTA' E' CHE LA NOSTRA FEDE NON E' VANA,  CRISTO  RISORTO RENDE LA NOSTRA FEDE EFFICACE E RISPONDE AL  BISOGNO DELL’UOMO , TUTTI GLI UOMINI DEVONO PER FORZA SPERARE E CREDERE IN QUALCOSA  O QUALCUNO, CHE SIA VERAMENTE DEGNO DELLA LORO FIDUCIA  CHE NON LI LASCI MAI , NON LI DELUDA MAI, TUTTI CERCANO QUALCUNO COSI', LA RESURREZIONE PROVA CHE CRISTO E' DEGNO DELLA NOSTRA FIDUCIA PERCHE' LE COSE SONO ANDATE ESATTAMENTE COME LUI AVEVA  DETTO,  

 SE COSI' NON FOSSE SAREMMO IN PREDA AD ALLUCINAZIONI, INSANI DI MENTE , I NOSTRI SFORZI SAREBBERO FRUSTRANTI, E ALL’ULTIMO DEI NOSTRI GIORNI SAREMMO IN PREDA A DUBBI E PERPLESSITA'

SAREMMO I PIU MISERABILI DI TUTTI ( VERSO 19) COME GLI AMICI DEL PRESIDENTE  LINCOLN, ANDREMMO ALLA SUA TOMBA NELLA SPERANZA CHE IL SUO CORPO NON SIA PIU' LI'  E SAREMMO DELUSI,  INVECE AL CONTRARIO  LA NOSTRA VITA TESTIMONIA CHE LUI NON E' PIU' IN QUELLA TOMBA.

 

 
 

VERSO 15 TERZA REALTA' NON SIAMO FALSI TESTIMONI,  LO TESTIMONIANO LE CENTINAIA E MIGLIAIA DI PERSONE CHE CONFERMANO QUESTA VERITA', I NOSTRI AMICI CHE HANNO CREDUTO ALLA NOSTRA TESTIMONIANZA , CHE OGGI SERVONO IL SIGNORE ,  ( GIOVANNI 17 : 20 ) INOLTRE COLORO CHE CREDONO IN GESU' A MOTIVO  DELLA NOSTRA  TESTIMONIANZA .

ANCHE L’ODIO  CONTRO DI NOI A MOTIVO  DI GESU' RENDE TESTIMONIANZA CHE CRISTO E' RISORTO , GESU' DISSE IL MONDO LI HA ODIATI (GIOVANNI 17) PERCHE': SFUGGIAMO AL SUO POTERE.

 

RIEPILOGO

ABBIAMO IL PERDONO DEI PECCATI ASSICURATO

ABBIAMO UN AMICO FEDELE DEGNO DI TUTTA LA NOSTRA FIDUCIA

ABBIAMO UNA TESTIMONIANZA/PAROLA EFFICACE

UNA VITA DA INVIDIARE

UNA GIOIA CHE NON FINISCE CON LA MORTE.
 
 
Past. Fabrizio Terregna
 
 
 
using by permission
desiring God

giovedì 12 settembre 2013

I VELENI DELLO SPIRITO !


I VELENI CHE UCCIDONO IL NOSTRO SPIRITO

 

Nel libro degli atti troviamo alcuni credenti che non avevano mai sentito parlare dello Spirito Santo. (Atti 19:2)

Questo li portava ad ignorare  di possedere uno spirito proprio.

Anche oggi molti che professano la fede in Dio, mancano di nutrire e rispettare la parte più reale della propria persona: Lo spirito.

Penso che sia  importante per noi comprendere meglio  la realtà del nostro spirito.

Alcune  persone pensano di essere solo un corpo che cammina, altri di essere solo un cervello che pensa e altri ancora di essere un amalgama di sentimenti, ma come dicono le scritture, l’uomo è  spirito, anima e corpo. (2 Tessalonicesi 5:23)

Ci sono dei veleni che possono indebolire e uccidere il nostro spirito.

Oggi, permettetemi di mostrarvi sei comportamenti che infettano lo spirito .

Leggiamo  in Efesini 4:29-32 . L’apostolo Paolo scrive:

Non rattristate lo Spirito col quale siete stati suggellati.

Le azioni che rattristano lo Spirito Santo  rattristano conseguentemente il nostro spirito.

Rattristare significa sviluppare tristezza o dolore fino a far  piangere. Inoltre significa causare dolore e  angoscia. (verso 30)

Ma cosa rende lo Spirito  triste?

 

1).Il linguaggio offensivo e volgare è un veleno per  lo Spirito.  (verso 29)

 “Nessuna brutta parola esca dalla vostra bocca.”

La parola usata intende qualcosa che è “marcio”. 

Questo include: linguaggio osceno, irriverenza, storie sporche, volgarità, doppi sensi, etc.

Le persone lo chiamano “figo” da quando è “figo” per i predicatori parlare così da un pulpito? Altri  definiscono “realisti” o “autentici”, chi usa questo tipo di parole.? L’apostolo dice:  Non potete parlare in questo modo.

 

2) L’amarezza è un altro veleno per lo spirito (Verso 31)

Una definizione parafrasata potrebbe essere: uno spirito amareggiato e risentito che rifiuta di essere riconciliato.

Alcune persone sembra che vivano meglio quando sono nei conflitti.

Letteralmente sguazzano nei conflitti come pesci nell’acqua.

Ignorano forse che quest’atteggiamento è un peccato che avvelena lo spirito e va urgentemente rimosso.

La cosa  triste è che le persone amareggiate raramente proteggono se stesse e gli altri  infatti danno libero sfogo alla propria amarezza infettando anche le persone vicine. (Ebrei 12:15)

 

3) L’ira, la maldicenza, la malizia sono veleni per lo spirito (Verso 31)

L’ira parla di una persona che facilmente  perde il controllo, alza la voce e urla.

La maldicenza è colui che parla alle spalle e parla “OLTRE” cioè non si attiene ai fatti, ma gonfia, aggiunge , insinua e distorce la realtà.

La malizia è un comportamento che tende a complottare contro qualcuno.

Tutti abbiamo conflitti e incomprensioni nella vita, ma ognuno può decidere come reagire.

Possiamo dire come il mercante di Venezia : Avrò la mia vendetta.

Oppure possiamo credere in Dio che dice:

A me la vendetta io darò le retribuzione a ciascuno.

Viene detto che Agostino avesse una scritta sul muro che diceva:

Chi parla male di qualcuno che è assente, sia esso uomo o donna non è benvenuto a questa tavola.

Al contrario L’apostolo Paolo ci dice di essere “ benigni e misericordiosi” eppure aveva diversi motivi per essere risentito.

Certamente nessuno  merita la benignità e la misericordia.

Neanche io e te, ma…… Dio ci ha perdonati in Gesù.(Verso 32)

Le persone perdonate sanno perdonare, l’alternativa al perdono è avvelenare  se stessi e addolorare lo Spirito Santo.

 

 

Fabrizio Terregna

 

 

Providing from “crosswalk blog”

mercoledì 31 luglio 2013

Essere Buoni leader.


 

Ebrei  13:7-8 “Ricordatevi dei vostri conduttori  che vi hanno annunciato la parola .  Considerate  la  conclusione della loro vita , e imitate la loro fede.”  Questo  passaggio  ci dona  tre caratteristiche di un vero leader:

1) Un vero leader ha un messaggio degno di essere ricordato.  Quando loro parlano, le persone ascoltano.  “Ricordatevi dei vostri  leader  che vi hanno  annunciato la parola di Dio .”  E’ evidente  che un messaggio che merita il nostro ricordo è biblicamente sostanzioso . Non per forza complesso, magari semplice ma  veramente evangelico.

2) Un vero leader  ha uno stile di vita degno di essere considerato.  “Considerate la conclusione  della loro  vita.”  Praticamente I loro passi e le loro parole vanno nella stessa direzione. Le loro azioni si incontrano con le  loro parole nella testimonianza della loro vita.  La loro vita è una sintassi tra  parole e  opere che destano considerazione.

3) Un Vero leader ha una fede che è degna di essere imitata.  “Imitate la loro fede .” La loro fede è stata provata dalle avversità, risultando preziosa più dell’oro che perisce.(Giacomo 1: 2-3)

La loro fede non è il  frutto di una adesione intellettuale alla parola di Dio, ma il risultato di scelte  rischiose che li hanno forgiati.
(Ebrei 12)

La loro fede è degna di essere imitata  perché è stata esercitata, rinforzata e espressa attraverso  l’amore. ( Galati 5:6)

La loro fede è degna di essere imitata perché attraverso di essa hanno visto la gloria di Dio manifestata in loro favore.(Romani 5:2)

 

Se vogliamo essere buoni leader , abbiamo bisogno di sviluppare un messaggio degno di essere ricordato (Dio che parla attraverso la mia bocca).

Avere  una vita  che esprime il messaggio  (Dio che parla al mondo attraverso  le mie azioni). 

Avere una fede che suscita imitazione ( Dio che parla attraverso il mio carattere).

Past.

Fabrizio Terregna

 

Using by “Pastor’s.com.”

domenica 28 luglio 2013